La notte del 31 dicembre illuminiamo e purifichiamo il mondo

Al passar della mezzanotte del 31 dicembre di ogni anno, accendiamo fuori al balcone una candela ed un bastoncino d'incenso.

Accendete prima la candela ripetendo il mantra rivolto con l'intenzione all'umanità: oṁ dīpaṁ samarpᵃyāmi (si pronuncia om dipam samarpiami), significa offro la luce (a tutta l'umanità).
Essa simboleggia la luce che arde nei nostri cuori e che, unita a quella degli altri, illumina l'intera umanità.

Dopo aver acceso la candela accendete un incenso ripetendo il mantra, rivolto sempre con l'intenzione all'umanità: oṁ dhupaṁ samarpᵃyāmi (si pronuncia om dupam samarpiami), significa offro l'incenso (a tutta l'umanità).
Da sempre l'incenso viene usato come uno strumento per purificare gli ambienti ed è un dono che l'uomo fa a se stesso e al divino per creare un angolo, al di fuori dello spazio e del tempo, in cui raccogliersi e meditare. Accendiamolo con l'intento di purificare noi stessi ed il mondo rendendoci delle persone migliori.
Il fumo dell'incenso salirà verso il cielo, simbolicamente verso Dio, e si ricongiungerà alla Fonte divina, realizzatrice dei nostri intenti.

Infine ripetere per tre volte lo śhānti mantra, il mantra della pace (sforzatevi di recitarlo in sanscrito):

oṁ saha nāv-avatu
saha nau bhu-naktu
saha viryaṁ kar vāvahai
tejasvi nāvadhītam astu
mā vidvishā vahai

traduzione:

che prevalga il procedere uniti
sostenendoci nelle difficoltà
impegnandoci a trovare il coraggio di agire insieme
affinché possiamo immergerci nella Luce Interiore
ed allontanare il disprezzo e l'avversione
e ciò che li causa

Sedetevi in meditazione e lasciate accesi per tutta la notte, fino a quando non si consumano, sia la candela che l'incenso.

Link correlati:
Buon anno con una massima di Jiddu Krishnamurti
Puja di fine 2018 ed inizio 2019 (video YouTube)


Kōan del giorno 「公案」

«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.
Gesù - Vangelo di Giovanni (testo)

Sede legale:
Associazione "Il Risveglio dell'Atman"
via De Liguori, 20 - Sarno (SA)