Ajai Alai un mantra per il Divali

Nel periodo compreso tra la metà di ottobre e la metà di novembre in molti Paesi d'Oriente quali India, Singapore, Malesia e Nepal si celebra il Divali 「दीपावली」 (Festa delle Luci), una delle più importanti e antiche feste indiane che simboleggia la vittoria del bene sul male e il trionfo della luce sulle tenebre. Quest'anno cade il 19 ottobre, cioè nel quindicesimo giorno del mese Indù di Kartika 「कार्त्तिक」, e per l'occasione si accendono delle luci (candele o lampade tradizionali chiamate diya 「दिय」), che vengono sistemate un po' ovunque per illuminare abitazioni e templi.

Questa ricorrenza è prevista anche dal Buddhismo, dal Giainismo e dal Sikhismo e per gli induisti ha lo stesso valore del Natale cristiano, difatti Gesù si è definito, come riportato dai vangeli, "la luce del mondo... chi crede in me non cammina nelle tenebre" (Gv 8, 12).
Una festa quindi che va oltre le religioni perchè si celebra la Luce in quanto tale!
E quando la luce brilla al massimo del suo splendore non si riesce a distinguere più nulla se non la luce stessa. Tutto scompare, la forma cessa di esistere e diveniamo Uno con il Tutto.
Questo è il senso che bisogna dare alla Festa delle Luci e per sviluppare tale potere dentro di noi proponiamo di recitare un mantra preso in prestito dalla tradizione Sikh 「ਖ਼ਾਲਸਾ」.

Stiamo parlando dell'Ajai Alai 「ਅਜੈ ਅਲੈ」 una preghiera scritta in lingua gurmukhi da Shri Guru Gobind Singh Ji 「ਗੁਰੂ ਗੋਬਿੰਦ ਸਿੰਘ」 (1666-1708), l'ultimo guru incarnato, e che fa parte del Jaap Sahib 「ਜਾਪ ਸਾਹਿਬ」, un testo sacro della tradizione Sikh che viene utilizzato per risvegliare la propria anima. Ecco il testo con la relativa traduzione:

ਅਜੈ ॥ ਅਲੈ ॥ ਅਭੈ ॥ ਅਬੈ ॥੧੮੯॥
AjaiAlaiAbhaiAbai
Invincibile / Indistruttibile / Senza paura / Immutabile

ਅਭੂ ॥ ਅਜੂ ॥ ਅਨਾਸ ॥ ਅਕਾਸ ॥
AbhooAjooAnaasAkaas
Senza forma / Mai nato / Immortale / In ogni cosa

ਅਗੰਜ ॥ ਅਭੰਜ ॥ ਅਲੱਖ ॥ ਅਭੱਖ ॥
AgaanjaAbhaanjaAlakkhaAbhakkha
Invincibile / Impenetrabile / Invisibile / Non influenzabile

ਅਕਾਲ ॥ ਦਿਆਲ ॥ ਅਲੇਖ ॥ ਅਭੇਖ ॥
AkaalDiaalAlekhaAbhekha
Immortale / Pieno di grazia / Indistruttibile / In ogni cosa

ਅਨਾਮ ॥ ਅਕਾਮ ॥ ਅਗਾਹ ॥ ਅਢਾਹ ॥
AnaamAkaamAgaahaAdhaaha
Senza nome / Senza desiderio / Insondabile / Incorruttibile

ਅਨਾਥੇ ॥ ਪ੍ਰਮਾਥੇ ॥ ਅਜੋਨੀ ॥ ਅਮੋਨੀ ॥
AnaatheParamatheAjoneeAmonee
Senza Maestro / Distruttore / Oltre la nascita e la morte / Oltre il silenzio

ਨ ਰਾਗੇ ॥ ਨ ਰੰਗੇ ॥ ਨ ਰੂਪੇ ॥ ਨ ਰੇਖੇ ॥
Na RaageNa RaangeNa RoopeNa Rekhe
Oltre l'amore stesso / Oltre ogni colore / Oltra la forma / Oltre le caratteristiche

ਅਕਰਮੰ ॥ ਅਭਰਮੰ ॥ ਅਗੰਜੇ ॥ ਅਲੇਖੇ ॥
AkaramangAbharamangAganjeAlekhe
Oltre il karma ॥ Oltre il dubbio / Oltre le battaglie / Inconquistabile

Come celebrare il Divali
La sera del 19 ottobre quando si fa buio accendete delle piccole lampade o candele e posizionatele in diversi punti della casa e all'esterno e lasciatele accese per tutta la notte. Esse simbolizzano il sapere e la luce interiore, portano pace e lottano contro il buio e l'ignoranza.

Felice Divali!

Anila Kumar 「अनिल कुमार」

18 ott 2017 / in News


Kōan del giorno 「公案」

Non appena ci siamo noi stessi liberati dai fraintendimenti del Sé, dobbiamo immediatamente risvegliare la nostra più riposta, pura e divina saggezza, che i maestri Zen chiamano la Mente del Buddha, o Bodhi, o Prajna. Essa è la luce divina, il cielo interiore, la chiave di ogni tesoro morale, la fonte di ogni potere e influenza, il luogo della gentilezza, giustizia, simpatia, amore imparziale, umanità e misericordia, la misura di tutte le cose. Quando tale interna saggezza è pienamente risvegliata, siamo in grado di capire che ognuno di noi in spirito, essenza e natura, si identifica con la vita universale o Buddha, che ognuno vive faccia a faccia con il Buddha, circondato dalla sovrabbondante grazia del Benedetto, e che Egli desta la sua natura morale, schiude i suoi occhi spirituali, svela la sua nuova potenza, stabilisce la sua missione, e che la vita non è un oceano di dolore, vecchiaia e morte, né una valle di lacrime, ma il sacro tempio del Buddha, la 'Pura Terra' dove noi possiamo attingere la benedizione del Nirvana.
Non si aprono le nostre menti a quel punto a una trasformazione totale? Non più la rabbia e l'odio ci opprimono, l'invidia e l'ambizione ci insidiano, il dolore e il rimpianto ci fiaccano, la malinconia e la disperazione ci sopraffano
Kaiten Nukariya

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