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Puja di Capodanno

Il 1° gennaio di ogni anno siamo soliti celebrare l'inizio dell'anno con con una puja (1) con la quale offriremo idealmente, come buon auspicio, a tutta l'Umanità i 4 elementi della natura: fuoco, acqua, aria e terra.
Lo scopo è quello di far risvegliare nella coscienza collettiva umana il senso di unione e di amore fraterno che esiste tra tutti gli uomini.

A tal proposito ripeteremo durante la puja lo śhānti mantra, il mantra della pace:

ॐ सह नाववतु
सह नौ भुनक्तु
सह वीर्यं करवावहै
तेजस्वि नावधीतमस्तु माविद्विषावहै
ॐ शान्तिः शान्तिः शान्तिः

oṁ saha nāv-avatu
saha nau bhu-naktu
saha viryaṁ kar vāvahai
tejasvi nāvadhītam astu
mā vidvishā vahai
oṁ shanti shanti shanti

traduzione:

che prevalga il procedere uniti
sostenendoci nelle difficoltà
impegnandoci a trovare il coraggio di agire insieme
affinché possiamo immergerci nella Luce Interiore
ed allontanare il disprezzo e l'avversione
e ciò che li causa

Programma della serata

Chandan (2);
Puja;
Avarta Kiirtan (3) con Om Lokah Samastah Sukhinobhavantu (4);
Meditazione collettiva del Gaia Day;
Momento di condiVisione.

L'incontro è ad offerta libera per coprire le spese di gestione del locale.

Vi aspettiamo alle ore 19:00! Il bello delle feste è stare insieme .

1 La puja è un'offerta spirituale, una cerimonia di origine induista accompagnata da canti ed offerte al Divino.

2 Il chandan o tilak è un segno disegnato sulla fronte tra le sopracciglia all'altezza del terzo occhio, composto di polvere di sandalo e polvere rossa (kumkum), hanno poteri curativi, rinfrescano la mente ed il corpo, e riso, rappresenta il frutto del lavoro dell'uomo.

3 Il kiirtan è il canto di un mantra accompagnato da una danza che esprime lo spirito dell'abbandono.

4 Om Lokah Samastah Sukhinobhavantu (trad. "Possano tutti gli esseri del mondo vivere felici e liberi e che i pensieri, le parole e le azioni della mia vita contribuiscano in qualche modo a quella felicità e libertà per tutti.") è uno dei mantra per la Pace Universale.

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Kōan del giorno 「公案」

Non appena ci siamo noi stessi liberati dai fraintendimenti del Sé, dobbiamo immediatamente risvegliare la nostra più riposta, pura e divina saggezza, che i maestri Zen chiamano la Mente del Buddha, o Bodhi, o Prajna. Essa è la luce divina, il cielo interiore, la chiave di ogni tesoro morale, la fonte di ogni potere e influenza, il luogo della gentilezza, giustizia, simpatia, amore imparziale, umanità e misericordia, la misura di tutte le cose. Quando tale interna saggezza è pienamente risvegliata, siamo in grado di capire che ognuno di noi in spirito, essenza e natura, si identifica con la vita universale o Buddha, che ognuno vive faccia a faccia con il Buddha, circondato dalla sovrabbondante grazia del Benedetto, e che Egli desta la sua natura morale, schiude i suoi occhi spirituali, svela la sua nuova potenza, stabilisce la sua missione, e che la vita non è un oceano di dolore, vecchiaia e morte, né una valle di lacrime, ma il sacro tempio del Buddha, la 'Pura Terra' dove noi possiamo attingere la benedizione del Nirvana.
Non si aprono le nostre menti a quel punto a una trasformazione totale? Non più la rabbia e l'odio ci opprimono, l'invidia e l'ambizione ci insidiano, il dolore e il rimpianto ci fiaccano, la malinconia e la disperazione ci sopraffano
Kaiten Nukariya

Regno delle Due Sicilie